Poche cose ti complicano la vita come perdere le chiavi di casa. Ovviamente l’ho scoperto sulla mia pelle.
Mosso evidentemente da follia, sono andato a vedere Inter-Hajduk Spalato. In bicicletta, tanto per fare un po’ di moto ed evitare il traffico. Brillante idea, col lieve dettaglio che in estate le strade cittadine sono particolarmente piene di cocci di bottiglia, e che uno di questi lo becco senza neanche accorgermene. Arrivo in zona stadio col tipico sobbalzare della ruota bucata, e mentre lego la ruota a un palo penso già al ritorno a piedi portando a mano la bici. Ci penso così tanto che mi distraggo e metto le chiavi chissà dove, o forse le perdo allo stadio o me le fregano o che ne so. Fatto sta che quando, finita una partita quasi grottesca, me ne torno alla bici le chiavi non le ho più. E non solo quelle della bici: garage, buca delle lettere e ovviamente casa. E nessuno ne ha una copia. Solo i miei genitori, che abitano a 130 km da me, e comunque l’auto è ben chiusa nel box.
L’unica è tornare a piedi senza bici e intanto chiamare qualcuno. Già, ma chi? Prima scelta i pompieri. I quali però si muovono solo dopo formale denuncia di smarrimento presentata a polizia o carabinieri, per evitare scherzi. Seconda scelta, fabbro pronto intervento 24 ore su 24, numero trovato su Internet. Che di scrupoli se ne fa meno, e in meno di un’ora – giusto il tempo che ci metto per tornare a casa – manda due operai. I quali iniziano a lavorare di pinze, cacciavite e soprattutto una rumorosissima fresa che sicuramente attirerà l’attenzione dei vicini. Almeno così penso. Invece nessuno esce di casa, né vedo luci accendersi. O sono tutti partiti per le ferie o se ne fottono amabilmente o sono chiusi dentro casa terrorizzati. D’altronde dei ladri così sfrontati non si sono mai visti: di solito agiscono con destrezza e soprattutto in silenzio. Ma anche qui mi sbaglio: “Non creda – mi dice il capo operaio – i ladri mica scassinano le serrature: distruggono direttamente i cardini a suon di martellate attutite dalla stoffa. E non dia retta alla leggenda che non fanno rumore. Lo fanno e se ne fregano”.
Anche lui lo fa: la fresa è chiassosa come poche cose al mondo, e in più emette scintille che lui sopporta senza neppure gli occhiali, “questione di abitudine”. Ma la serratura della mia porta, che io ritenevo una roba da due soldi, si rivela complicatissima, “asta lunga, doppio tamburo, sei schede”, mi dice l’operaio come se fosse tutto chiaro. Sono chiarissimi i porconi che manda e che si aggiungono al rumore. Manca solo un suono, che tutti aspettiamo da un momento all’altro, quello della sirena della polizia: “Su 10 interventi notturni che facciamo, in 9 arrivano. Ovviamente non possono fare nulla, perché agiamo su richiesta del padrone di casa, ma intanto ci rallentano tutto. Anche se a me è già capitato di essere stato chiamato da ladri che si spacciavano per gente restata chiusa fuori casa come lei”. Stavolta però io sono il decimo caso, perché non arriva nessuno: o davvero il condominio è deserto o ho dei vicini di casa pusillanimi oltre ogni misura. Meglio così: l’idea di passare dei guai con la giustizia per tentata effrazione con scasso di casa mia non so se mi faccia più ridere o più mi spaventi, vista l’ottusità di certa burocrazia.
All’ennesimo porcone e all’ennesima stridente scintilla, dopo quasi un’ora, la serratura cade. Tra i complimenti del fabbro: “Gran meccanismo e grande porta, blindata ma leggerissima, non ne fanno più così”. Bello scoprirlo quando a scassinarla sono io e non un ladro.
Bilancio: un bel 400 euri (però IVA inclusa, chi l’avrebbe detto?) per il pronto intervento, una notte con la porta solo socchiusa (però se giusto stanotte mi entrano i ladri giuro che vado a Lourdes), e domani un fabbro da chiamare per una nuova serratura che mi costerà il doppio del pronto intervento. La sola soddisfazione: nel sistemare le mie cose ho riguardato nel borsello che avevo con me e le chiavi NON erano lì. Trovarle dopo tutto questo: ecco una motivazione per il suicidio che anche i più autorevoli e severi teologi avrebbero considerato valida.
questa è la punizione divina per essere andato a vedere l’Inter.
confermo: i ladri quando entrano fanno casino. da noi se ne sono accorti due piani di sotto.
se non sbaglio non è la prima volta che resti fuori di casa, non dare colpa all’inter.
forse già l’altra volta sostenevo fosse il caso di dare copia delle chiavi a un vicino.
mi chiedo quante volte debba capitarti ancora.
OT: io penso sempre di essere stordita, poi leggo il tuo blog e mi rinfranco…